Dal 16 ottobre 2004 al 9 gennaio 2005 il Museo Diocesano, insieme a Bipiemme Gestioni, presenterà al pubblico la III edizione del Capolavoro per Milano. L’opera prescelta è quest’anno “La Cattura di Cristo” del Caravaggio, proveniente dalla National Gallery of Ireland di Dublino e mai esposta a Milano in precedenza.
Torna, dunque, “Un Capolavoro per Milano”, l’iniziativa che porta ogni anno a Milano un capolavoro ospitato in altre località, non facilmente accessibili al pubblico. Nel 2002 oltre 15.000 persone hanno ammirato al Museo Diocesano l’Ecce Homo di Antonello da Messina, prestito del Collegio Alberoni di Piacenza. Nel 2003 oltre 20.000 visitatori hanno riscoperto l’Annunciazione di Beccafumi, custodito presso la chiesa di San Martino e Santa Vittoria di Sarteano, in provincia di Siena
Alla terza edizione, è la volta della “Cattura di Cristo” di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio. Si tratta di un olio su tela (133,5 x 169,5 cm.) proveniente dalla “National Gallery of Ireland” di Dublino: un’opera straordinaria, rimasta sconosciuta per secoli al pubblico. Il quadro è passato varie volte di proprietà e solo 14 anni fa è stato attribuito con certezza alla mano dell’artista nato a Milano nel 1573 e morto a Napoli nel 1610. L’opera, mai esposta a Milano finora, potrà essere visitata al Museo Diocesano di Milano in Corso di Porta Ticinese 95, dal martedì alla domenica, dalle ore 10.00 alle 18.00 nel periodo della mostra.
Nel corso del suo soggiorno romano, Caravaggio fu ospitato per un paio d’anni, a partire dal 1601, nel palazzo del cardinal Gerolamo Mattei, Protettore d’Irlanda e dell’ordine degli Osservanti Francescani. Fu uno dei due fratelli del cardinale, Ciriaco, a commissionare all’artista alcune opere fra cui la Cena in Emmaus oggi alla National Gallery di Londra, il San Giovanni Battista dei Musei Capitolini e la Cattura di Cristo oggi alla National Gallery of Ireland. Di quest’ultima sono conservati i documenti di pagamento, datati 2 gennaio 1603.
Sino al 1700, la Cattura di Cristo risulta nella collezione Mattei, sebbene gli inventari lo citino con un’attribuzione a Gherardo delle Notti. L’opera venne poi acquistata, nel 1802, da sir William Hamilton, che la portò nella sua residenza in Scozia, dove rimase sino al 1921, anno in cui gli eredi misero all’asta le opere d’arte della sua collezione. Vi furono poi diversi passaggi di proprietà, sino a che, all’inizio degli anni ’30, Marie Lea Wilson, pediatra di Dublino, donò il dipinto, nel frattempo entrato in suo possesso, ai gesuiti della chiesa di Sant’Ignazio nella capitale irlandese.
Solo nel 1990, grazie alle ricerche condotte da Sergio Benedetti è stato possibile riconoscere con certezza nel dipinto l’opera autografa di Caravaggio, commissionata dal Mattei e citata dalle fonti seicentesche, sino a quel momento nota alla critica solo tramite numerose copie e derivazioni.
Attualmente la tela, di proprietà dei gesuiti di Dublino, è in deposito presso la National Gallery of Ireland.
Nella sua interpretazione del tema della Cattura di Cristo, Caravaggio sceglie il formato orizzontale, frequentemente usato dagli artisti dell’Italia settentrionale e da lui stesso utilizzato in molte opere sia di soggetto sacro che profano.
Il dipinto mostra la cattura di Gesù nell’Orto degli Ulivi. Il bacio di Giuda svela l’identità di Cristo, che viene arrestato dalle guardie. Alle spalle del Maestro, San Giovanni con le braccia tese al cielo. Alla destra, si intravede un personaggio con una lampada, nel cui volto molti critici hanno ritenuto di riconoscere lo stesso Caravaggio. I personaggi sono raffigurati in chiave potentemente drammatica: Cristo viene spinto con violenza da Giuda e dai suoi assalitori; le teste di Cristo e del traditore sono giustapposte e come incorniciate da un drappo, venendo a costituire un vero e proprio centro visivo ed emotivo accentuato dal contrasto tra la serenità del volto di Gesù e l’espressione di Giuda.
Al momento della riscoperta dell’opera sono state effettuate numerose ricerche ed analisi tecniche e scientifiche, che hanno permesso di scorgere numerose modifiche e “pentimenti”, la presenza di alcune incisioni preparatorie e la rapidità delle pennellate stese dal pittore.
La riscoperta di quest’opera, ancora quasi sconosciuta al grande pubblico, è importante perché permette di far luce sia sul periodo romano dell’artista sia sugli orientamenti della committenza in quegli anni.
Orari e tariffe
Martedì – Domenica (Lunedì chiuso), ore 10.00 - 18.00
Intero: 6,00 €
Gruppi (minimo 15 persone), gruppi parrocchiali ed Enti convenzionati: 5,00 €
Ridotto: 4,00 € (6 - 18 anni, over 65)
Scolaresche: 1,00 €
Tessera abbonamento: 15,00 € (5 ingressi)
Informazioni, prenotazioni singoli, gruppi e scuole, visite guidate: Museo Diocesano Tel. 02 89420019
Visite Guidate a cura di Ad Artem
Torna, dunque, “Un Capolavoro per Milano”, l’iniziativa che porta ogni anno a Milano un capolavoro ospitato in altre località, non facilmente accessibili al pubblico. Nel 2002 oltre 15.000 persone hanno ammirato al Museo Diocesano l’Ecce Homo di Antonello da Messina, prestito del Collegio Alberoni di Piacenza. Nel 2003 oltre 20.000 visitatori hanno riscoperto l’Annunciazione di Beccafumi, custodito presso la chiesa di San Martino e Santa Vittoria di Sarteano, in provincia di Siena
Alla terza edizione, è la volta della “Cattura di Cristo” di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio. Si tratta di un olio su tela (133,5 x 169,5 cm.) proveniente dalla “National Gallery of Ireland” di Dublino: un’opera straordinaria, rimasta sconosciuta per secoli al pubblico. Il quadro è passato varie volte di proprietà e solo 14 anni fa è stato attribuito con certezza alla mano dell’artista nato a Milano nel 1573 e morto a Napoli nel 1610. L’opera, mai esposta a Milano finora, potrà essere visitata al Museo Diocesano di Milano in Corso di Porta Ticinese 95, dal martedì alla domenica, dalle ore 10.00 alle 18.00 nel periodo della mostra.
Nel corso del suo soggiorno romano, Caravaggio fu ospitato per un paio d’anni, a partire dal 1601, nel palazzo del cardinal Gerolamo Mattei, Protettore d’Irlanda e dell’ordine degli Osservanti Francescani. Fu uno dei due fratelli del cardinale, Ciriaco, a commissionare all’artista alcune opere fra cui la Cena in Emmaus oggi alla National Gallery di Londra, il San Giovanni Battista dei Musei Capitolini e la Cattura di Cristo oggi alla National Gallery of Ireland. Di quest’ultima sono conservati i documenti di pagamento, datati 2 gennaio 1603.
Sino al 1700, la Cattura di Cristo risulta nella collezione Mattei, sebbene gli inventari lo citino con un’attribuzione a Gherardo delle Notti. L’opera venne poi acquistata, nel 1802, da sir William Hamilton, che la portò nella sua residenza in Scozia, dove rimase sino al 1921, anno in cui gli eredi misero all’asta le opere d’arte della sua collezione. Vi furono poi diversi passaggi di proprietà, sino a che, all’inizio degli anni ’30, Marie Lea Wilson, pediatra di Dublino, donò il dipinto, nel frattempo entrato in suo possesso, ai gesuiti della chiesa di Sant’Ignazio nella capitale irlandese.
Solo nel 1990, grazie alle ricerche condotte da Sergio Benedetti è stato possibile riconoscere con certezza nel dipinto l’opera autografa di Caravaggio, commissionata dal Mattei e citata dalle fonti seicentesche, sino a quel momento nota alla critica solo tramite numerose copie e derivazioni.
Attualmente la tela, di proprietà dei gesuiti di Dublino, è in deposito presso la National Gallery of Ireland.
Nella sua interpretazione del tema della Cattura di Cristo, Caravaggio sceglie il formato orizzontale, frequentemente usato dagli artisti dell’Italia settentrionale e da lui stesso utilizzato in molte opere sia di soggetto sacro che profano.
Il dipinto mostra la cattura di Gesù nell’Orto degli Ulivi. Il bacio di Giuda svela l’identità di Cristo, che viene arrestato dalle guardie. Alle spalle del Maestro, San Giovanni con le braccia tese al cielo. Alla destra, si intravede un personaggio con una lampada, nel cui volto molti critici hanno ritenuto di riconoscere lo stesso Caravaggio. I personaggi sono raffigurati in chiave potentemente drammatica: Cristo viene spinto con violenza da Giuda e dai suoi assalitori; le teste di Cristo e del traditore sono giustapposte e come incorniciate da un drappo, venendo a costituire un vero e proprio centro visivo ed emotivo accentuato dal contrasto tra la serenità del volto di Gesù e l’espressione di Giuda.
Al momento della riscoperta dell’opera sono state effettuate numerose ricerche ed analisi tecniche e scientifiche, che hanno permesso di scorgere numerose modifiche e “pentimenti”, la presenza di alcune incisioni preparatorie e la rapidità delle pennellate stese dal pittore.
La riscoperta di quest’opera, ancora quasi sconosciuta al grande pubblico, è importante perché permette di far luce sia sul periodo romano dell’artista sia sugli orientamenti della committenza in quegli anni.
Orari e tariffe
Martedì – Domenica (Lunedì chiuso), ore 10.00 - 18.00
Intero: 6,00 €
Gruppi (minimo 15 persone), gruppi parrocchiali ed Enti convenzionati: 5,00 €
Ridotto: 4,00 € (6 - 18 anni, over 65)
Scolaresche: 1,00 €
Tessera abbonamento: 15,00 € (5 ingressi)
Informazioni, prenotazioni singoli, gruppi e scuole, visite guidate: Museo Diocesano Tel. 02 89420019
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28.07.2004
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